Tecnologie estetiche: l’uso previsto dalla legge e le domande da porre in fase di acquisto.

11.05.2021

Articolo di Milena Scoppa, pubblicato nella rivista estetica Les Nouvelles Esthétiques.

Lavoro nel settore estetico da più di quindici anni, sono coach e proprietaria di tre istituti di bellezza, due in città e uno in provincia, e la mia grande passione è prendermi cura della parte manageriale e gestionale dell’istituto.

Le esperienze professionali accumulate sono tante e molto diverse tra loro. Ricordo ancora gli inizi e i primi confronti con estetiste più adulte che mi confidavano come, nonostante la loro lunga esperienza, fosse per loro un problema comprendere e scegliere quali fossero le tecnologie davvero efficaci e utilizzabili in istituto.

Ho sempre sostenuto e riconosciuto l’importanza di fare il proprio lavoro con etica e onestà che, insieme alla serietà, sono i valori fondamentali per intraprendere il proprio percorso professionale con soddisfazione, propria e dei clienti. Agli inizi della mia carriera, anche le migliori operatrici del settore estetico non avevano riferimenti rispetto agli acquisti delle tecnologie, non esistevano regolamenti e non c’era una linea chiara da percorrere.

Fare delle valutazioni per scegliere la tecnologia giusta, che desse risultati e non creasse danni, era veramente difficile. Le estetiste si sono affermate negli anni grazie ai massaggi e ai loro segreti di bellezza, riuscendo così a ottenere i migliori risultati. Hanno dedicato anni a studi e corsi di aggiornamento costanti per poter offrire alle clienti dei servizi di qualità. Professioniste eccellenti hanno affaticato il proprio corpo per metterlo al servizio del lavoro e delle proprie clienti, quando la manualità rappresentava l’unica possibilità di intervento.

Oggi le estetiste possono acquistare nel rispetto della legge tecnologie performanti, che permettono di lavorare in sicurezza e con la massima professionalità, offrendo risultati sempre più soddisfacenti per le clienti.

 

Oggi per fortuna le regole esistono, abbiamo infatti a disposizione un elenco preciso di quali siano le tecnologie ammesse nel settore e delle relative caratteristiche.

Il decreto n.206 del 28 Dicembre 2015 contiene le schede specifiche che identificano gli apparecchi per uso estetico, le caratteristiche tecniche che questi devono avere e i corsi necessari per prepararsi al loro uso. Le scuole professionali e le agenzie formative hanno un ruolo fondamentale in questo senso: lo studio della disciplina assume infatti un valore significativo per contrastare il fenomeno delle informazioni contaminate, legate soprattutto all’importante filiera commerciale, che spesso risultano essere “speculative”.

A volte si afferma che la tecnologia è quasi medicale, in realtà la tecnologia deve essere esclusivamente a uso estetico per poter essere utilizzata in totale sicurezza presso l’istituto di bellezza senza creare danni irreversibili alle clienti che ne usufruiscono.

 

Possiamo quindi affermare che oggi il settore ha dei confini ben definiti e che le tecnologie hanno schede di riferimento, ci sono direttive chiare: le aziende produttrici e quelle che commercializzano tecnologie hanno dei riferimenti esatti, parametri precisi che regolamentano le tecnologie per il settore estetico. L’estetista ha invece a disposizione una legge che permette di conoscere esattamente quali sono le tecnologie che possono essere inserite in istituto per valorizzare la propria professione. Conoscere questa leggere è responsabilità di ognuna e rispettare queste indicazioni significa lavorare con il massimo della serenità, dedicando energia e attenzione esclusivamente al trattamento e alla soddisfazione della cliente.

La funzione delle tecnologie è quella di dare un valore aggiunto ai trattamenti o ai percorsi offerti alla cliente che si affida all’istituto di bellezza, di offrire un più ampio ventaglio di servizi che permettono alla professionista di lavorare con maggiore efficacia conquistando sempre più la fiducia della cliente incentivandone il desiderio di investire su se stessa e sul proprio benessere. Oggi abbiamo le risposte di cui allora non disponevamo, ma abbiamo anche un compito ulteriore: quello di conoscere e studiare la legge che regolamenta il settore di cui siamo le attrici protagoniste. Sono convinta che la responsabilità della scelta sia di ciascuna di noi e che gestire seriamente la propria professione permetta di poter ottenere e offrire il meglio. Quali sono quindi le domande che consiglio di porre a un venditore o a un agente che propone l’acquisto di tecnologie estetiche?

 

LE DOMANDE DA PORRE

  1. Quale è la scheda del decreto n.206 del 28 Dicembre 2015 che si riferisce alla tecnologia proposta?

    La risposta mi aiuterà subito a capire con chi ci si sta rapportando: è una persona che conosce le regole del settore e che vende in modo responsabile? Si dovrà quindi confrontare la certificazione con la scheda del decreto n.206 del 28 Dicembre 2015.

  2. Posso visionare la scheda tecnica e la certificazione?

    Meglio poi farsi consegnare la documentazione per verificare la corrispondenza con il decreto.

  3. E’ prevista formazione per l’uso della tecnologia?

    E’ importante rivolgersi ad aziende che propongano macchinari per cui è prevista una formazione iniziale e periodici corsi di aggiornamento.

  4. Da chi saranno tenuti i corsi e da chi sono formati gli insegnanti?

    Questa è una domanda fondamentale! Spesso ci si sente rispondere che la formazione è gestita direttamente dall’azienda, che ha sicuramente tutte le competenze tecniche per informare e formare su materiali e magari anche per offrire i migliori protocolli, a volte però serve approfondire di più anche le conoscenze fisio-anatomiche.

  5. Quando posso provare la tecnologia?

    Il test del macchinario è un passaggio fondamentale per accertarsi della sua qualità.

  6. Da quanto tempo l’azienda commercializza tecnologie?

    L’innovazione è infatti importante ma l’esperienza altrettanto! E’ meglio quindi rivolgersi ad aziende che abbiano una comprovata esperienza alle spalle. Si consiglia anche di verificare la fame dell’azienda consultando le proprie colleghe o i gruppi online di professioniste del settore.

  7. Quali sono le tempistiche in caso di assistenza?

    E’ fondamentale avere la certezza di interventi in tempi rapidi, meglio poi che l’azienda abbia un reparto di assistenza interno.

  8. Il contratto è semplice?

    Meglio affidarsi ad aziende che propongono contratti brevi, chiari e semplici. Se invece nel documento sono presenti mille incomprensibili postille, è meglio richiedere una consulenza al proprio commercialista.

  9. Quante apparecchiature dello stesso tipo sono già state consegnate sul mercato?

    E’ fondamentale conoscere e potersi confrontare con colleghe che già usano la tecnologia e possono farvi capire e valutare se è utile al vostro lavoro e all’Istituto di Bellezza, per inserire una novità o migliorare i risultati ottenuti fino a oggi. Possono inoltre aiutarvi a capire il rapporto investimento/produttività aprendovi all’offerta di nuovi servizi.

 

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